Sterilizzatore: fedele alleato negli anni

Sia che allattiate al seno oppure no, uno strumento sarà fondamentale per voi e i vostri bambini: lo sterilizzatore. Dai 0 ai 3 anni sarà fondamentale! Biberon, tettarelle, ciucci, tiralatte… tutti oggetti che ne hanno bisogno. Infatti non basta semplicemente lavare questi oggetti ma è preferibile sterilizzarli, così da ridurre se non proprio annullare la percentuale di germi intorno al neonato. Quindi, una volta usati è sempre bene lavarli con acqua calda e sapone e dopo è ancora meglio metterli a sterilizzare. In commercio ce ne sono molti tipi, io vi consiglio quello con cui mi sono trovata molto bene io, anche se devo fare una specifica: questo modello di cui vi sto per parlare esiste in due modelli, uno funziona molto bene, l’altro meno. 

Lo sterilizzatore con cui mi trovo molto bene è questo della Chicco

Lo trovo comodo perché si può usare in due modi: a pieno carico o carico ridotto. A seconda del carico, maggiore o minore, sarà anche maggiore o minore il tempo necessario per sterilizzare gli oggetti: 12 minuti quando è pieno, 7 quando è ridotto. A pieno carico riesco a inserirci tre biberon, un tiralatte (che occupa molto spazio) e due ciucci. Se non si inserisce il tiralatte arriva a contenere fino a sei biberon il che è comodo, soprattutto quando si ha più di un figlio. Con un figlio soltanto due biberon sono più che sufficienti. Quando si usa in modalità ridotta anche le dimensioni cambiano: si toglie il vano inferiore così il vapore si concentra sugli oggetti presenti. In questo caso, qualora doveste portarlo con voi per un fine settimana od ovunque vogliate andare, potete portarlo in modalità ridotta in modo da occupare molto meno spazio.

E’ dotato di un display che vi scandisce il conto alla rovescia da quando avviate, cosa molto comoda soprattutto durante gli attacchi di fame conditi di pianto e urla, almeno, in mezzo a quel delirio, saprete quanto tempo vi manca. Fate attenzione perché lo sterilizzatore diventa bollente non appena finito; state attente a non scottarvi, aiutatevi con una pinza o una posata. Un suono vi avverte all’accensione e quando la sterilizzazione è terminata. 

Questo modello che va benissimo, ne ha un’altra versione con cui mi sono trovata meno bene. Funziona allo stesso modo, ma con due piccole differenze: non c’è il display e questo è il modo per distinguerlo dall’altro e non appena lo accendete, anche se non avviate la sterilizzazione, la piastra comincia a scaldarsi. Quindi, se non lo sapete, come è accaduto a me, bruciate la piastra se ancora non avete messo l’acqua. Mi raccomando, usate l’acqua demineralizzata (distillata), la stessa del ferro da stiro. Inoltre, c’è da sapere che impiega più tempo perché prima riscalda per cinque minuti la piastra. La sterilizzazione a pieno carico impiega circa 25 minuti, invece quella ridotto è molto più veloce. 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *